Riccione

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A Riccione ci vado per un concorso di giornalismo a seguire alcuni workshop che mi hanno incuriosito e che senza dubbio mi saranno utili per la redazione della mia Tesi di Master di Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza. Ci vado come giornalista con l’intento di soddisfare il mio occhio curioso. Nell’occasione io e il mio amico Giorgio abbiamo predisposto un’inchiesta sul fenomeno vegano in Italia. La finalità dello studio è la realizzazione di infografiche, prospetti di dati dinamici, per la predisposizione di un articolo con informazioni recenti e recentissime assunte dalla rete e da Tesi universitarie sul fenomeno da proporre in concorso al Festival di Giornalismo di Riccione che si terrà dal 4 al 6 settembre 2015 nell’ambito BIG DATA. A Riccione quindi ci vado per divertirmi, ma anche per incuriosirmi, imparando.

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Boe e fari

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faroI venticinque lettori, sanno che il faro mi ha sempre affascinato. Come edificio e come metafora. Mi ci ritrovo in praticamente in quasi tutto il proprio ruolo o almeno mi piace credere che sia così. Stabile, insensibile alle mareggiate e senza timori della tenebra, di quello scuro fluttuare d’onda che è il mare d’inverno nel suo pieno notturno agitarsi. Confortante di notte, illuminante di quella sapidità che non è solo salsedine. Penso a questa cosa in cerca di una confortante ispirazione. Mi stiracchio l’animo, facendo sì che accoccoli in una di quelle condizioni placentari in cui lo spirito di artista, annusa il nuovo, nello scorgere il giro di boa e, la prossima luce di un faro che verrà.

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Anniversari

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cropped-IMG_3617.jpgGli uomini, si sa. Non si ricordano mai degli anniversari. Non l’hanno del loro imprinting secondo me. Probabilmente si tratta di genetica, ma forse ancora più è una ragione di papere. Quelle di Konrand Lorenz. Mi sa che senza che nessuno si accorgesse, in sala di ostetricia, al momento del travaglio, al cucciolo di uomo proveniente dall’utero confortante della mamma e dal tepore placentare, si sia diffusa, naturale svagatezza. Senza dubbio ad opera delle braccia forti del medico che l’ha aiutato a venire al mondo. Magari anche di quelle inconsapevoli della mascolina ostetrica nata per sbaglio nel genere che Mao definiva l’altra metà del cielo. Da quel momento si rinsalderà il rapporto di imperativo distacco per le date ritenute importanti dal genere, che egli nella sua esistenza, si troverà forse ad amare. Lui ancora però non sa che questa prerogativa non lo salverà. Seppur misticamente attratto, per istinto, da quel genere che non gli sconterà mai alcuna distrazione, si ritroverà spesso immerso nel caldo brodo dell’indistinto. Ma si salverà. Potremo considerarlo l’istinto del pilota da caccia con un nemico in coda che improvvisamente si salva dalla mitraglia, tuffandosi dentro ad un enorme fitto banco di nubi. E d’improvviso appare questa salutare svagatezza maschile. Si cucina lungamente del virile brodo primordiale che avremo modo di sorseggiare, un po’ per ciascuno nella mensa di questo bastimento per soli marinai che sincopato, doppia il Capo Horn dell’esistenza. Già ma perché parlo di questo? Mica sono un maschio che si dimentica delle date, no? – Lo dici tu! – Per un attimo mi mordo le labbra, e pendo dell’occhio fertile di chi ha acceso l’interlocuzione. I venticinque lettori fremono perchè il narratore si sta ficcando da solo all’angolo del ring. Eppure ormai dovrebbe saperlo che in ogni duello c’è un momento in cui è meglio darsela a gambe. La fuga è un’arma che in natura viene usata molto spesso, in particolare da chi sa di non essere nella catena alimentare alla sommità. Ohhh ora ricordo! Ma l’anniversario di cui parliamo non è quello a cui tutte pensano. Mesiversario, Anniversario, Compleanno, Fidanzamento. Macchè! Questo Blog…è stato pensato 10 anni fa. L’anniversario che si presta ad essere dimenticato è appunto il suo. Ora si potrebbe dire che già il fatto di averne parlato prima significa che ce lo siamo ricordati…no? Quindi come appartenenti al genere maschile potremo essere per associazione e honoris causa intravisti e assimilati a quella figura mitologica che appartiene all’immaginario collettivo femminile. Il marito devoto. Esemplare sconfitto dall’estinzione come la letteratura darwiniana recita. Del marito devoto la tradizione orale del filò ne parla. Anche alcune leggende metropolitane ne caratterizzano le doti e spesso qualcuno riesce a scorgere qualche esemplare che forse possiede alcuni cromosomi sparsi nei propri geni, mentre si aggira tra i banconi dei surgelati dell’Ipercoop. Ma ciò che conta è che al di fuori dell’anniversario, il decimo, di questo spazio, non conta il simbolo del raggiungimento di una meta, quanto il trascorso per raggiungerla. L’esperienza del viaggio non il raggiungimento di un luogo.

 

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